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Libri da leggere sotto l’ombrellone e non solo…

I grandi classici da portare in vacanza

Da accanito topo di biblioteca quale sono, ho deciso di consigliarvi alcuni libri che ho amato, da leggere sotto l’ombrellone e non solo…

SEI LIBRI CLASSICI DA LEGGERE DURANTE L’ESTATE

1. ORGOGLIO E PREGIUDIZIO, JANE AUSTEN (1813)

È una verità universalmente riconosciuta che un amante della lettura provvisto di un’ingente quantità di tempo debba essere in cerca di un buon libro da leggere. E orgoglio e pregiudizio è il libro giusto. Un piccolo capolavoro. Un’opera d’arte. Suonerà banale ma uno dei libri che preferisco della mia cara Jane. Letto sia in inglese che in italiano (se potete leggetelo in inglese), avrò visto la versione cinematografica con Keira Knightley almeno 10 volte.  L’odio/amore di Elizabeth nei confronti dell’abbiente Mr Darcy, il candore di Jane, l’ingenuità di mr Bingley, l’impertinenza della signora Bennet, gli inganni dell’affascinante Wickham, la frivolezza di Lydia, il tutto in un’Inghilterra divisa in classi sociali. Consigliato agli amanti del genere e non. Perché ammettiamolo ogni ragazza sogna un Mr Darcy, peccato che in pochi sappiano chi sia.

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2. TONIO KRÖGER, THOMAS MANN (1903)

Questa scelta mi stupisce molto lo ammetto. Soprattutto se si tiene conto del fatto che tra me e il tedesco ci sia un rapporto di amore e odio (purtroppo non alla Elizabeth- Mr Darcy). A essere sincera più odio che amore. Ma ciò che più mi lascia perplessa è che io sia stata costretta a leggere questo racconto (non si può parlare di romanzo effettivamente) durante l’estate. Dalla mia prof di tedesco. In aggiunta ad altri 4 libri ovviamente in lingua e a letteralmente mille esercizi. Eppure mi è piaciuto. E il bello è che non so neanche spiegarvi il perché. Nelle pagine di questa piccola grande opera non avviene un granché ad essere sinceri: Tonio è un giovane ragazzo figlio di un ricco borghese e di una bella donna del sud, un’artista. Fin da subito, anche a causa del suo aspetto e delle sue passioni, si sente diverso dai suoi coetanei. Per questo cercherà per tutta la vita di trovare il suo posto nel mondo, un po’ come facciamo tutti noi, no?

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3. IL GRANDE GATSBY, FRANCIS SCOTT FITZGERALD (1925)

“A little party never killed noboby”. Mi spiace Fergie, ma questa volta hai sbagliato. E a farne le spese è sempre il povero Leo (guardatevi il film, assolutamente). Qualcuno muore e, pensandoci bene, proprio per colpa di un big party. Nel pieno dei luccicanti “roaring twenties” un giovane imprenditore, se così si può chiamare, inizia a organizzare fastosi parties nella sua immensa villa di West Egg. Champagne, musica, vestiti sfarzosi, il tutto nella speranza di rincontrare Daisy, l’amore della sua vita, ormai sposata e con una figlia. Un dramma diviso in pochi capitoli: l’insensata pretesa di voler ripetere il passato  ma “il passato non si può ripetere”, un amore quasi morboso, l’incapacità di accettare se stessi. “E mentre meditavo sull’antico mondo sconosciuto, pensai allo stupore di Gatsby la prima volta che individuò la luce verde all’estremità del molo di Daisy. Aveva fatto molta strada per giungere a questo prato azzurro e il suo sogno doveva essergli sembrato così vicino da non poter più sfuggire. Non sapeva che il sogno era già alle sue spalle, in quella vasta oscurità dietro la città dove i campi oscuri della repubblica si stendevano nella notte. Gatsby credeva nella luce verde, il futuro orgastico che anno per anno indietreggia davanti a noi. C’è sfuggito allora, ma non importa: domani andremo più in fretta, allungheremo di più le braccia… e una bella mattina… Così remiamo, barche controcorrente, risospinti senza sosta nel passato.”

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4. L’IMPORTANZA DI ESSERE ONESTO, OSCAR WILDE (1895)

“L’importanza di essere onesto” conosciuto anche come “ L’importanza di essere Franco”, “ L’importanza di essere Fedele”, “ L’importanza di essere Probo”, “ L’importanza di chiamarsi Ernesto” insomma  “The Importance of Being Earnest”. Merita di essere letto anche solo per la brillantezza del titolo. Eh sì, perché tutta la commedia (e di  vera e propria commedia si tratta, divisa in atti e con indicazioni per gli attori) gira attorno a questo, essere onesto, o Ernesto. Un gioco di parole geniale che purtroppo in italiano non rende un granché. Wilde infatti sfrutta l’identica pronuncia tra l’aggettivo earnest (onesto) e il nome proprio Ernest (Ernesto). Tra colpi di scena, fraintendimenti e risate a crepapelle l’autore nasconde, neanche troppo in realtà, una dura critica a una società ipocrita. Consigliato a chiunque sia in grado di leggere.

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5.LA FIGLIA DEL CAPITANO, ALEKSÀNDR SERGÉEVIČ PUŠKIN (1836)

Indubbiamente il mio libro preferito. Assieme a “Orgoglio e pregiudizio” e “L’importanza di essere onesto”. Ed è stato un caso averlo letto. Tutto è iniziato una sera di qualche anno fa, quando, stanca dopo un lezione di teatro, mi sono letteralmente spiaggiata sul divano e, ormai senza scampo, appiccicata alla pelle di quest’ultimo, ho visto un film. Un film molto bello. Ve lo consiglierei ma ahimè il titolo era in cirillico. In ogni caso, si trattava di un giallo ambientato in un istituto di facoltosi russi tra cui proprio Puškin. Ho giurato che avrei letto qualcosa di suo. Qualsiasi cosa. Ed eccoci al punto di partenza. “La figlia del capitano”. Il mio libro preferito e, appena lo leggerete, anche il vostro. La trama è molto semplice:  Pëtr Andréevič Grinëv è un giovane ragazzo che, a 17 anni, viene costretto dal padre a prestare servizio come soldato. Inizia così il suo viaggio, un viaggio che modificherà per sempre la storia del suo paese. Ed è proprio questo il bello, questa la grande capacità di Puškin. Egli scrive un romanzo storico attraverso gli occhi di un diciassettenne. Non so voi ma ogni volta che ci penso il mio cervello va in tilt. E non spaventatevi se dico romanzo storico perché sinceramente non ve ne accorgerete nemmeno. La storia è avvincente, il suo stile è unico. Se volete leggere qualcosa di completamente diverso eccovi serviti. E se sentite uno scoppio non preoccupatevi, è il mio cervello che esplode davanti a tanta magnificenza.

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6. IL PIACERE, GABRIELE D’ANNUNZIO (1889)

Last but not least, il Vate. Lo so, con questa scelta ho perso la poca credibilità che ancora avevo ma non fermatevi al personaggio. Tutti conosciamo la storia delle costole (falsa), le mille amanti in giro per il mondo, la sua vicinanza con il fascismo, le stranezze, le perversioni, i debiti. Ma D’Annunzio non è solo questo. D’Annunzio è qualcosa di più. D’Annunzio, prima di tutto, è uno scrittore. Un ottimo scrittore. Cavolo, darei di tutto pur di essere brava almeno la metà di quanto lo è lui. Volete sapere perché ho scelto di leggere quest’opera? Non per la trama, no. Non mi fa impazzire: Andrea Sperelli è un nobile romano combattuto tra due donne, Elena, la femme-fatale per eccellenza e Maria, una giovane donna che non gli si vuole concedersi perché sposata. Ho scelto di leggere quest’opera grazie a un estratto che ci hanno mostrato a scuola. Subito volevo saperne di più. Il suo stile mi incantava, le sue parole mi affascinavano. Sono rimasta senza parole. E quando succede una cosa del genere, wow… vuol dire che sai scrivere amico. Quindi fatevi un favore, date una possibilità al Vate, leggete quest’opera.

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So a cosa state pensando. “Ti prego Veronica, l’estate è fatta per divertirsi. Ho solo voglia di mangiare, abbronzarmi e passare lunghe giornate in spiaggia, non di annoiarmi leggendo improponibili mattoni scritti secoli fa”.

Vi state sbagliando. Classico non è sinonimo di noioso, anzi. È vero, ci vuole parecchia attenzione. Non si può leggere un libro del genere se si pensa ad altro (e-ehm, capito Veronica?). Bisogna mettere in conto che forse si farà fatica, che non sempre si capirà tutto e che all’inizio ci sembrerà strano ma arrivati all’ultima frase, all’ultima parola, all’ultimo punto, cavolo… non potete neanche immaginare la ricompensa.

Se anche voi, come me, siete appassionate di libri, lasciatemi un commento e ditemi quali sono i vostri libri preferiti o quelli che consigliereste e perché.

Veronica Pizzi

La testa costantemente tra le nuvole e tanti sogni nel cassetto. Vorrei vivere in una bolla di sapone e colorare il vento. Sono Veronica, una quasi milanese ventenne con un amore incondizionato per i libri, le lentiggini e il mio letto.

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12 commenti

  1. Articolo interessante, complimenti!

    Se posso, suggerirei anche questi libri:
    1- La bambina che non esisteva (https://www.ibs.it/la-bambina-che-non-esisteva/mp/9788856610109)
    2-Le confessioni segrete di Maria Antonietta (https://www.ibs.it/le-confessioni-segrete-di-maria-antonietta/mp/9788854174719)
    3-Ballando ad Auschwitz (https://www.ibs.it/ballando-ad-auschwitz/mp/9788845275579schwitz)
    4-Il battito del sangue (https://www.ibs.it/il-battito-del-sangue/mp/9788830444775)

    1. Grazie Sara, leggili tutti perché ne vale proprio la pena! E grazie anche per i consigli, ho aggiunto tutto alla mia luuuuuuunga lunghissima lista di libri da leggere 🙂

  2. L’ estate é il momento per me migliore da dedicare alla lettura. Ho letto delle tue scelte oscar wilde, Jane austen é del grande gatsby ho visto il film e letto il libro, bellissimo.

    1. Hai ragione, d’estate divoro letteralmente valanghe di libri. Purtroppo però (o per fortuna) la mia lista non si accorcia mai. Ti consiglio vivamente di leggere anche gli altri, fidati, mi ringrazierai 😉

    1. Lo dici a una che conosce i dialoghi a memoria. Parola per parola 🙈
      Se vuoi leggere qualcosa di simile e altrettanto meraviglioso ti consiglio “Emma”, sempre della Austen!

  3. Che letture ricche e interessanti ci hai proposto! Ho sempre amato i classici e la maggior parte di questi li ho letti, ogni tanto mi piace anche riprenderli a distanza di anni. Ti ringrazio per l’articolo piacevole!

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